martedì 23 febbraio 2010

Il feedback nella comunicazione di massa

Il feedback è quell’elemento che in un processo comunicativo regola le relazioni con il destinatario ed è ciò che distingue in maniera macroscopica la funzionalità di un sistema di comunicazione di massa contro quella di una comunicazione interpersonale. Il termine, che appartiene propriamente al mondo biologico e della fisica, è stato adottato per la sua funzione in molti campi della conoscenza, dall’economia alla psicologia dalla meccanica all’etologia. Il suo significato, nell’accezione più idonea, consiste nel ritorno in un sistema di una parte dell’output. In pratica, qualsiasi sistema di regolazione, naturale o artificiale, è organizzato in modo che parte del segnale in uscita viene riportato all’ingresso per regolare il segnale in entrata e ottenere così un segnale in uscita con le caratteristiche desiderate.

Ora, in un sistema di comunicazione interpersonale il segnale di ritorno viene captato al momento e questo consente all’emittente di modificare la sua comunicazione in fieri, per ricalibrare l’efficacia del messaggio. I sistemi di comunicazione di massa tradizionali, i quali non hanno un ritorno immediato, fanno invece affidamento su un feedback di tipo deduttivo, ricavato dalla vendita di copie o di biglietti nel caso di giornali e cinema, dai dati auditel e di ascolto per televisione e radio. Questo ovviamente comporta una distorsione della percezione nella rilevazione dei gusti medi di una società, sia perché i dati arrivano in differita rispetto alla fruizione, sia perché non se ne può ricavare nessuna indicazione sulla reazione del fruitore e quindi nessun elemento utile per ricalibrare il sistema e migliorarne le caratteristiche.

Se si inneggia a grandi ascolti perciò a volte è solo un errore di calcolo, che ne produce a catena, senza capirne fino in fondo i meccanismi che ne regolano la risposta, anzi spesso contravvenendo alle preferenze stesse del pubblico. E se pure l’effettivo gradimento non rappresenta una priorità rispetto al guadagno che deriva dall’audience, i media unidirezionali andranno comunque incontro ad una crisi, non tanto culturale, nella quale siamo all’apice, quanto di inefficacia nei vari tentativi subliminali di fidelizzazione, manipolazione e persuasione dello spettatore, il quale grazie ai media partecipativi tende sempre di più a sviluppare un senso critico che gli deriva dal confronto simultaneo.

mercoledì 18 novembre 2009

Ha detto Heidegger

Togliete all'uomo tutto ciò che possiede, toglietegli tutto ciò con cui si intrattiene e a cui si attiene, la radio, il cinema, i giornali, il teatro, i concerti, i viaggi e morirebbe di vuoto, perchè le cose semplici non sono più in grado di dirgli nulla. Ma il pensiero meditante e il vuoto diventa occasione di ricordarsi dell'essere.

HEIDEGGER - corso su Eraclito 1943

domenica 11 ottobre 2009

CONTRO ME STESSA!

Venire a Roma. Non sapevo quanto mi sarebbe costato. Non avevo fatto i conti con la vita di città, o meglio, con la vita di una capitale.
Tornavo a casa ieri sera, in un autobus pieno di gente; nessuno di loro aveva un sorriso, chissà dove andavano, chissà a che pensavano...
I primi giorni qui mi sentivo a disagio in mezzo a loro, non volevo accettare tutta questa gente, questa massa insulsa di individui che vagano in un mondo confezionato per loro, senza una vera aspirazione, senza un grande progetto.
Poi una volta ho smesso di pensare a loro. Sono salita nelle metro e negli autobus e tutti sono diventati invisibili, oggetto di uno sguardo che non vede realmente, mi sono concentrata su me e mi sono sentita bene!
Viaggiavo tranquilla ieri sera con questa sensazione, con il sorriso, eppure ad un certo punto mi sono fatta schifo: sono diventata una di loro. Una che ha imparato ad accettare lo sguardo distratto di uno sconosciuto, il paziente aspettare l'arrivo di un 409 e lo schiacciarsi a sardina contro un vetro, il cogliere un commento distratto, un accento diverso, un odore penetrante e poi tornare a pensare alla strada di casa...
D’improvviso stavo bene, mi muovevo in armonia con questa massa brulicante di estranei ed è per questo che mi sono fatta schifo: anche io sono passata per l'accettazione dello stato delle cose.
Chissà se tutti loro come me all’inizio hanno combattuto con sé stessi per non farsi risucchiare dalla sensazione di essere un puntino insignificante e poi hanno trovato la chiave per riuscire a sopravvivere anestetizzandosi nella dimensione personale per cui tutto il resto resta velato e non visto e che pure ancora esiste.
Chissà quanti di loro odiano ancora muoversi tutti nella stessa direzione peggio che a Metropolis…

Scrivo questo post contro me stessa per ricordarmi di non desiderare più di sentirmi a mio agio in mezzo agli altri non trovando altra via che quella di annullarmi per diventare una dell’insieme.
Scrivo questo post contro me stessa per ricordarmi che grazie a dio ancora me ne rendo conto…

martedì 1 settembre 2009

SIVOGA! Ecco la nuova moda.


E' nato il marchio SIVOGA!, frutto della collaborazione tra NetFuturismo e ForzaGiovane.
Il 3 settembre SIVOGA sarà a Roma con l’evento PRONTO? SIVOGA!, che si terrà al Parco Rosati (Roma Eur, in prossimità di via Cristoforo Colombo) dalle 21.30 alle 24.00.
La serata prevede: TechnoRumorismo, VideoFuturismo, Performance Ricreat(T)ive. E soprattutto la DinamoSfilata, realizzata con il contributo del pubblico stesso, che indosserà i capi SIVOGA!
Al termine della serata chi avrà sfilato con maggiore originalità e vivacità vincerà il premio IoVogo!, consistente in un capo o accessorio della linea SIVOGA.
Inoltre sarà offerta a tutti gli ospiti la possibilità di creare un modello per la T-Shirt del Futuro, consegnando alla reception il tagliando contenuto nella brochure con il disegno della T-Shirt immaginata. Verranno selezionate 3 T-Shirt vincitrici, che saranno realizzate in tempo reale entro la fine dell’evento grazie ai macchinari messi a disposizione da Forza Giovane, e quindi regalate in premio ai creatori del modello.Attesissime la prima esibizione assoluta del trio elettrico Le Borg e le improvvisazioni dei provocattori della compagnia Atuttotondo. Da oggi moda e avanguardia possono coesistere.
SIVOGA!

venerdì 17 luglio 2009

Tutto in una notte: la Sindrome di Galois

Hai mai provato la controversa sensazione del condannarsi a vivere costantemente con l’acqua alla gola?

L’iter è più o meno questo:
C’è ancora tempo. Manca un mese, c’è tempo.
Dovrei iniziare a pensarci, ci siamo quasi, una settimana. Ok, finisco questo e lo faccio.
Solo un giorno dannazione! Che idiota, dovevo farlo ieri o la settimana scorsa o un mese fa… E ora?

Inaspettatamente l’idea geniale, improvvisa e dirompente, che ti evita di soccombere: Sindrome di Galois la chiamano.
E’ quell’esplosione creativa che scaturisce in ultima battuta dalla compressione cerebrale per il peso degli impegni trascinati ad oltranza.

Eppure lo stato febbrile di una notte che ha fatto la fortuna di Galois ha poco a che spartire con l’esercito di cultori della procrastinazione.

Évariste Galois, nato in Francia nel 1811, è passato alla storia per aver formulato la teoria algebrica dei numeri.
Appassionatosi alla matematica negli anni del collegio, a soli 16 anni concepì 7 nuovi teoremi nonostante i suoi maestri lo considerassero un alunno mediocre.
Fu poi respinto 2 volte all’École Polytechnique dove avrebbe voluto perfezionare i suoi studi, ma convinto dell’importanza delle sue scoperte volle tenere delle lezioni pubbliche per diffonderle. In questa occasione fu scoraggiato dalla madre che gli rammendò in una lettera le disdicevoli riuscite scolastiche. Anche all’Académie De Science il noto matematico Augustin Luis Cauchy, conservatore e borbonico, respinse i suoi scritti poiché mancavano di un modo di procedere sistematico.

Deluso dal mondo accademico, a 19 anni si arruolò nella Guardia Nazionale, ma ben presto la sua indole repubblicana e rivoluzionaria gli attirò molte inimicizie. Arrestato più volte con l’accusa di vilipendio, venne poi sfidato a duello da due patrioti.
Così, la notte del 29 maggio 1832, nella Francia di Luigi Filippo, Évariste, presagendo la propria fine, affidò ad alcuni fogli le proprie memorie e le proprie scoperte per farle sopravvivere fra i posteri.

All’alba del 30 maggio fu colpito a morte a soli 20 anni.

Le sue teorie furono comprese e pubblicate solo 14 anni più tardi.

E’ possibile confondere una vita tanto ardimentosa con una negligente?
Lo sforzo supremo di Galois, che viene preso a modello per nominare la sindrome, non può essere di certo confuso con lo sforzo minimo di chi continua a rinviare fino alla scadenza.
Sui fogli il giovane francese scriveva: “NON HO TEMPO”, ma fu davvero tutto in una notte?

Ciò che io sostengo è che in realtà il cervello umano ha in potenza possibilità illimitate SEMPRE, in atto SOLO quando vengono sfruttate!

domenica 14 giugno 2009

VOTO NULLO

Eccomi nella mia cabina elettorale ad onorare il mio diritto/dovere di cittadina italiana nei confronti dello Stato (o forse solo di tutti quelli che si sono battuti per accordarmelo).
Eccomi dunque davanti alla mia scheda
la guardo
la riguardo

non capisco
non c’è
no
proprio non lo trovo

…

lo scrivo io


www.netfuturismo.it



Voto nullo.
No, l’unico valido.